31 Agosto 2008
"Riprova adesso, dovrebbe funzionare. Abbiamo risolto il problema; solamente un paio di cavi che si erano staccati." Da qualche parte una congrega aspetta paziente di fronte ad un palco. Sono tutti incappucciati, ammantati con larghe vesti viola. Sul palco è
presente un grande schermo che per il momento riposa, privo di vita. "Aspetta, ora riavvio tutto. Vediamo se becchiamo qualcosa." Lo schermo si riempie di rumore di fondo, piccole scintille grigie danzano sullo sfondo scuro. "Bene, abbiamo il segnale. Ora ferma tutto che faccio il discorso introduttivo." Come per magia lo schermo ritorna spento e muto. "Signori, ci troviamo di fronte ad un evento a dir poco epocale. Forse
il momento più alto e significativo per la nostra specie. Voglio, per
un attimo, ricapitolare il senso di quello a cui stiamo per assistere.
All'incirca tre anni fa il nostor radiotelescopio più potente, il
codice URC:ast003471, ha portato alla nostra attenzione qualcosa di
molto, molto interessante. Questo strumento era stato calibrato in modo
da analizzare qualsiasi segnale elettromagnetico a elevate lunghezze
d'onda, che si distaccasse in maniera netta dal rumore di fondo
cosmico. In 15 anni di funzionamento abbiamo ottenuto una sola
registrazione utile. Questa è la registrazione di quel particolare
evento di tre anni fa. Ci sono voluti anni di lavoro, sforzi elevatissimi per ripulire il
segnale dal caos accumulato durante il lungo viaggio dalle
informazioni. Ma questo era solo l'inizio, la vera sfida è stata
decifrare, capire e tradurre il messaggio che questa registrazione
portava. Questa e' stata per noi dell' IRVE sicuramente l'impresa più
ardua. Solo la fede che effetivamente ci fosse una logica coerente
dietro quel messaggio ci ha condotto a questo momento. Per i dettagli
tecnici del come vi rimando alla consultazione del protocollo allegato.
Ricordo che tutto il progetto è classificato come sesto livello di
sicurezza militare e, quindi, sia la divulgazione dei documenti che
avete in mano, sia la divulgazione di quello a cui stiamo per assistere
verrà immediamente punito con un'incriminazione per alto tradimento. Possiamo procedere. Signori, ecco la prova inconfutabile che non siamo i soli essere
coscienti nell'universo; il primo messaggio arrivato a noi da parte di
una civiltà extraterrestre. Fallo partire!" Con un cenno viene intimato al collega di far procedere la Storia e questa, lentamente, si muove. La stanza è percorsa da una strana tensinoe, un'ansia, un'attesa di un
qualcosa che finalmente inizia; sullo schermo torna la tempesta di
piccoli fiocchi di neve grigi e cala il silenzio. Poi, senza preavviso, compare. Il silenzio si fa ancora più pesante. La qualità del filmato è scadente: pochi fotogrammi, bassa risoluzione. Immagini sporche. Eppure è lì, quella strana creatura. Ricoperta di peli... di pigmenti
scuri... tranne nel mezzo dove è completamente bianca... tranne una
strana striatura anch'essa scura. E' diversa ma per certi simile, pensano sicuramente tutti. Ha quattro appendici, ma disposte in maniera particolare. Quello che sembra essere il suo volto si contrae ritmicamente. Che stia comunicando?, pensano sicuramente tutti. Comincia a parlare. Il suono arriva piatto e atono. E' rovinato. Come una nenia in mono. La sua voce è incomprensibile è subito coperta da una approssimata traduzione di ciò che sta dicendo: <Questo messaggio è l'ultima speranza di sopravvivenza della nostra
specie. In caso di fallimento rimarrà come nostro testamento, in
entrambi i casi una freccia tesa verso l'esterno, una comunicazione
verso l'ignoto. La nostra speranza è che incontri una qualche forma di vita, autocosciente, simile alla nostra. Soprattutto speriamo che sia in grado di provare compassione, ne abbiamo bisogno.> CRRR~~~crrrfffzz. <Quello che è successo è stato ... terribile ... imprevedibile ....
.... l'impatto è stato ... ci ha distrutto tutti in brevissimo tempo
... incredibile ...> CRRR~~~crrrfffzz. <Temiamo che il nostro sistema sia diventato instabile ... alcuni se
ne andranno ... ma gli altri ... noi ... abbiamo bisogno di .... aiuto,
vi prego aiutateci per l'amor di dio ...> Le immagini se ne vanno per alcuni secondi, poi ritornano. <Dannati cali di tensione ... abbiamo poca energia ... consumata
così tanta che ne è rimasta così poca ... fate qualcosa ... dovete
salvarci .... le nostre coordinate sono .....> CRRR~~~crrrfffzz. <abbiamo una luna orbitante ... il nostro pianeta è chiamato Terra ... .... Il genere Umano vi ringrazia.......> CRRRRRRRRRRRRRRRR~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
05 Luglio 2008
sarò ubriaco ma qui si vedono faccine che non se ne vedevano daanni ahahahah
27 Maggio 2008
C'era un ragazzo di nome Luigi. Era molto simpatico, il ragazzo di nome Luigi. Aveva un difetto però: gli piacevano troppo le storie. Un giorno Luigi sentì due ragazzi parlare. La storia più bella del mondo, dicevano, si trovava sul fondo del vecchio pozzo. Luigi amava profondamente le intricate vicende delle storie e fremeva al solo pensiero di sentire quella più bella del mondo, ma conosceva il
vecchio pozzo e sapeva che era un posto estremamente pericoloso. Oscuro, scivoloso, profondo. Luigi stette quindi diversi mesi ad ignorare la voce suadente della
storia più bella del mondo che lo chiamva dal fondo del pozzo. Continuò
per parecchio con la sua vita, gli anni volarono veloci. Tante storie arrivarono alle orecchie di Luigi. Qualcuna l'aveva anche scritta lui. Rimaneva però nel suo cervello, vecchio e malconcio, in una zona antica e remota di esso, il richiamo. Il richiamo della storia più bella del mondo. Non ci vedeva più bene per via dell'età Luigi, e anche il suo udito
stava svanendo col tempo; non gli rimaneva ancora molto per prendere la
decisione, e lo sapeva bene. Avenne tutto in un pomeriggio d'autunno, e avvenne tutto molto velocemente. Scrisse un breve biglietto rivolto al suo nipotino preferito, si alzò
dalla sua comoda poltrona, preso il bastone in legno e uscì. Seguendo con gli occhi le traiettorie morenti delle foglie d'autunno raggiunse infine il vecchio pozzo. Rimase a lungo a fissare quel desiderio così a lungo rinnegato. Sentiva la sua voce così chiaramente, come mai prima d'ora. Era perfettamente conscio che in quell'istante e solo in quell'istante, avrebbe scoperto chi era veramente. Arrivò il tramonto e arrivò anche la notte, a portare consiglio al vecchio Luigi, che non riusciva a muoversi. Alzò lo sguardo verso la luna. In un istante capì qual'era la cosa giusta da fare e con passo lentò si avvio verso il pozzo. Si sporse dal bordo cercando di scrutare l'abisso che lo fissava da
dentro il pozzo, ma nulla. Non riusciva a penetrare quella perfetta
oscurità. Si sporse allora ancora di più tendendo l'orecchio. Voleva sentirla. Voleva sentire la storia più bella del mondo. Gli arrivavano solo dei tenui sussurri: parlavano di epiche battaglie, struggenti amori, personaggi incredibili, trame avvincenti. Ma non erano abbastanza quei tenui bagliori per Luigi, voleva sapere di più. Si sporse ancora, tutto il suo corpo teso. Una pietra si staccò dal bordo del pozzo. Il vecchio Luigi si ritrovò a volare nel vuoto, cadeva velocissimo giù per il pozzo. In quel disperato precipitare il vecchio Luigi finalmente contemplò appieno il mistero che è la storia più bella del mondo. Rivide la sua intera vita. Il viso del suo nipotino preferito. Un istante dopo morì, sfracellato sul fondo del pozzo. Quando recuperarono il suo cadavere tutti si chiesero come mai sul
volto del vecchio Luigi, li pazzo suicidia, ci fosse un sorriso.
22 Maggio 2008
Sono inevitabilmente felice. Nonostante l'università stia tentando di distruggermi i nervi, nonostante sia incredibilmente sottopressione, nonostante abbia tre settimane per finire gli esami e sia conscio del fatto che a luglio inizierò il lavoro su tirocinio e tesi sono felice. Ho trovato una fonte di serenità, una fonta di tranquillità, di bei momenti talmente grande che non pensavo potesse esistere. Ora devo solo gestire le cose nel migliore dei modi, gestire i tempi. Gestire gli spostamenti. Come al solito mi trovo davanti una camera doppia con un uomo che ha deciso di vivere la sua vita dal letto a firenze, e casa mia a brescia. Però devo fare tutto a firenze, soprattutto con il fatto del lavoro di luglio dovrò essere presente qui. Il che mi da anche fastidio, perchè tutto quel che ho fatto finora l'ho fatto per avere luglio libero per divertirmi, e il destino mi ha fatto poi incontrare lei. Quindi vorrei passarlo con lei luglio. Comunque è inutile farmi i problemi ora, sono davvero fiducioso in questa persona. Un modo si troverà. Il resto è tutto ok. Appunto come ho detto dovrei finire gli esami, dopodichè lavorerò ai due mesi di tirocinio e tesi presso il dipartimento di Biochimica. Quella che sarà la mia relatrice mi ha fatto venire tre progetti su cui potrei collaborare, ora con calma entro luglio deciderò quale. Alla fine sembra che il mio sforzo di volontà si stia concretizzando e che sarò un dottorino già a ottobre... staremo a vedere intanto di una cosa sono sicuro: sono felice di sapere che lei c'è, da qualche parte.
05 Maggio 2008
Ok. Da qui in poi solo condizionale.
Sarebbe bello tentare di fare un mensile per scrittori emergenti.
Due pagine a testa. Ognuno se le gestisce come vuole. Sperimentazioni col linguaggio. Piccoli gioielli d'inchiostro su fantasia bianca.
Sarebbe bello trovare persone che credano in sto progetto.
Dovrei averne già cinque potenziali, chiunque voglia essere preso in mezzo da quest'ondata di divertente controcultura mi raggiunga tramite i mezzi che riterrà più opportuni.
03 Maggio 2008
Oscillo, mantengo a
malapena
l'equilibrio in mezzo a queste
onde, a questo strano moto
che non riesco a capire ne a prevedere.
Sono senza armi, senza difese, sono solamente
pura speranza
che può morire in un istante
come la luce della luna coperta da
una nuvola mossa dal
capriccio dei venti.
Spero solo che l'ozio degli dei
non porti alla mia rovina.
Spero solo che
il vento mi rispetti.
Spero solo
che
vi sia speranza.
Speranza e felicità,
da qualche parte quaggiù.
Io amo.
30 Aprile 2008
Lavoro sulla storia delle rane, gran storia quella. Studio tecnologie cellulari, esame martedi. Studio fisiologia generale, esame giovedi. Studio altre cose, esame data non pervenuta. Mi diverto a ubriacarmi di parole e a vomitarle su un foglio elettronico bianco. Mi diverto a ubriacarmi di persone e poi a starci male, tenendomi il ventre come se dovesse scoppiare da un momento con l'altro. Sono diventato il migliore amico della nausea e solo in quel momento m'ha lasciato. Gl'occhi d'una persona m'hanno fatto capire il senso dei miei sbagli (o di uno dei tanti). La fortuna gira in maniera imprevedibile. Scrivere le cose sul blog porta comunque sfiga. Ho scritto una poesia per una donna, poi è diventata un pò il senso
della mia vita, o di questa parte della mia vita. E' molto bella, la
metterò presto qui. Le cose al giornale proseguono in maniera strana, sono troppo idealisti per un uomo di scienza disilluso. Sono curioso di vedere come proseguiranno le cose. Il mio sogno sarebbe un mensile di scrittori emergenti, racconti brevi, per giocare col linguaggio. Sono troppo arido uomo di scienza però per credere nella sua realizzazione. Se qualcuno ha l'entusiasmo io ci metto l'intelligenza.
A 102 anni si è spento nella sua casa in svizzera, per un attacco di cuore, Albert Hofmann. Uomo, chimico, colui il quale ha sintetizzato e assunto per primo l'lsd. Potrei scrivere paginate e paginate di roba, potrei farlo. Ma non lo farò, tanto non capireste. L'informazione è controllata, le volontà sono deboli e piegate. Question authority e remember always non fanno suonare nulla, dentro. Quindi è inutile. Qualcuno però forse, da qualche parte, sarà triste quanto me per lo stato delle cose, avendole comprese. E sorriderà. *
14 Aprile 2008
Nel fumo delle anonime camere d'albergo, ridotti a dover pregare per sentire un pò di calore per sentire un corpo per sentire che la morte è ancora lontana per sentire che la vita esiste ancora, da qualche parte. Riusciamo a sopportare di usare, di abusare se spinti dal bisogno ma gli occhi, dopo, sono impossibile da guardare. Gli occhi, dopo, sono impossibili da sopportare. Fissiamo pareti come se fossero dio e ci dovessero vomitare addosso la giustizia la verità. Non rimane che l'incompresione di quel momento di calore e del fatto che ora è il freddo, ovunque il freddo. Non dimentichiamo che le parole hanno molta più vita di noi. ----- buttata giu adesso, nata da una conversazione. a me piace.
13 Aprile 2008
Sono tornato dal concerto di benvegnu, e dalla mia vita, se vogliamo. 10 euro. Due ore e mezza di arte. Gli ho comprato pure due cd alla fine. Un genio quell'uomo, da oggi quindi ho fondato la religione del
benvegnesimo che, francamente, mi pare la migliore sulla piazza. Il
tutto si è svolto in un ambiente bellissimo, un teatro. Poltroncine
comode, poca gente e la gente giusta, tendoni blu. Tanta musica. Tante
risate. Tanta poesia. Lacrime a cerchi nell'acqua e a simmetrie. Il
passato ha provato a insuinarsi, ci è anche riuscito se vogliamo;
almeno questo volta non l'ho dato a vedere. Sto guarendo, ci vuole
tempo, lo so. Sono anche masochista per certi (molti?) versi, ma è la
vita. Spiegazione del cazzo, è la vita, ma comunque rende bene l'idea.
Oggi in treno ho scritto un minipezzo molto onirico che parlava del
fatto che le nuvole se ne stanno andando e cazzate varie (spiegazione
di merda?). Mi sento quasi pronto a provare amore per un'altra persona
che non sia lei, sento che una parte di me desidera farsi coinvolgere
nuovamente. Ma quella parte è ancora stesa a letto, debole e fasciata.
Si lecca le ferite e aspetta. Intanto studio, intanto rido, intanto
magio, intanto vivo? Sicuramente scrivo. Sto scrivendo la storia delle
rane. E' cervellotica, ma a me piace. Ve la farò leggere.
09 Aprile 2008
Scrivo e mi ritrovo sempre a scrivere perchè per me la scrittura è come un rifiugio. Come un fottuto bunker antiatomico in cui non potrete mai entrare. Nessuno di voi potrà mai entrare nel mio processo creativo, sia che esso riguardi me stesso, sia che esso riguardi forme nella mia mente, sia che esso riguardi forme al di fuori della mia mente. Il rumore dei tasti che vengono stimolati dalle mie mani, dalle mie dieci dita, non è masturbazione, ma è il sesso migliore che esista. Il cervello è il mio organo sessuale, le parole i concetti le astrazioni il logos sono quello con cui mi sto fondendo. Sono il mio strumento e nello stesso tempo paradossalmente io sono il loro strumento. La progenie del nostro orgiastico piacere vi bagna gli occhi. Scrivere è violenza, è arroganza, distaccarsi completamente dal rumore di fondo. Scrivere è la forza motrice della nostra evoluzione culturale, il cuore pulsante del nostro dominio su tutto cio che è, che è stato, che mai sarà; nella scrittura è insito l'essere umano, come la scrittura è insita nell'essere umano. Creare ordine dove l'ordine non esiste; generare dal vuoto concettuale una struttura immortale di parole. Questo è per me sinonimo di respirare, sinonimo di vivere. Creare.
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a rileggerlo mi fa cagare, ma tanto per buttare un aggiornamento in più nel mucchio ci può stare.
05 Aprile 2008
Ho preso 30 ad anatomia comparata. Un grave affondo nei confronti dell'università. Settimana prossima traccierò le conseguenze di questo
evento andando a parlare con un paio di professori per definire bene il
mio periodo di tesi e tirocinio. Sto scrivendo cose migliori, penso. La
biblitoeca di nave vuol pubblicare in un libretto il coso che scrissi
per quel concorso. Facciano il cazzo che vogliono, alla fine. Ho
scritto un piccolo pezzo sulla scrittura ma non ce l'ho qua, senno lo
mettevo. Lo metterò online, forse lunedì. Stasera esco con i simpatici
amici del giornale e gli farò leggere la storia dell'androide,
probabilmente la pubblicheranno nel numero di aprile. Più studio
biologia più vorrei cambiare il mondo con la scrittura. Scrittura
scrittura scrittura, quanto mi piacciono le parole, ogni singolo
agglomerato di lettere che porti in sé un qualche simbolo è per me
fonte di pure godimento e piacere. Ma chiudo qua, per oggi. Il resto è ok penso, son sprofondato in un'ascetica ricerca
dell'astinenza (sessuale) un pò per necessità, visti i tempi di studio
alquanto dilatati per il progetto laurea ad ottobre, un pò perchè non
mi va proprio in questo periodo della mia vita e dovermi trovare a
gestire rapporti, a gestire persone. Sono stanco. La scrittura è pura.
02 Aprile 2008
mi sto lentamente diluendo nelle pagine che studio. dormo una quantità di ore negative a notte.
venerdi ho l'orale di anatomia comparata, se passo anche l'orale sarà cosa buona e giusta.
avverto il cambiamento di stagione solamente perchè sudo quando torno a casa camminando dall'uni.
devo farmi una doccia.
questo aggiornamento serve puramente allo scopo di testimoniare a me stesso e al mondo esterno che sono ancora, inevitabilmente, qui a combattere, e sono anche felice di farlo.
21 Marzo 2008
e attenzione sono a quota 23 anni di vita. Nessuno che pensava che ce l'avrei fatta a superare anche il 22 ma incredibilmente con un colpo di reni finale ci sono riuscito. Pazzesco. Mancano una manciata di mesi a essere dottore in scienze biologiche (e la parte in cui mi meno sfiga l'ho quindi espletata). Ho comprato il portatile, 1000 euro e sta ancora nella scatola sul letto. Forse la aprirò domani solo per accertarmi che non ci sia un
grosso sasso dentro. Studio anatomia comparata, faccio le appendici, l'arto poi inizio il nervoso. Il 31 s'avvicina. Fa freddo qui a brescia. Voglio andare in un posto dove si vede un cielo primigeno. Notte notte.
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